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Il Consultorio dei diritti MIF: un impegno gratuito

MIF ACADEMY

Il Consultorio dei diritti MIF: un impegno gratuito

PH @doroteaZanca

Se si cerca la felicità in sé stessa  non si trova,

ma se ci si dedica agli altri,
la felicità compare lungo la strada
J.S. Miller

Da giorni girava in internet un video di Sinead O’Connor (nota cantante irlandese, con problemi di salute mentale, sola, disperata, abbandonata). Non so perchè ma ogni volta che mi si presentava andavo sempre oltre, non ce la facevo a leggerlo, mi faceva troppa pena, urtava troppo la mia sensibilità.

Poi una sera ho assistito alla rappresentazione di una commedia di teatro amatoriale messa in scena da un’associazione (“Non più soli” si chiama) che coinvolge ragazzi e ragazze disabili, che insieme a genitori, amici, recitano ognuno con tanta tanta dignità, ognuno per quel che può e anche oltre.

Tra il primo ed il secondo tempo mi sono ritrovata a parlare con un’amica del volontariato e di quanto bene possa fare, del consultorio dei diritti MIF, del fatto che diamo voce, ma anche ascolto a chi si presenta, gratuitamente, con entusiasmo e voglia di dare risposte chiare, e semplici, del blog, del libro che pubblicheremo e soprattutto di quante persone hanno bisogno di sostegno giuridico, pedagogico, psicologico, persone che non sanno a chi rivolgersi, e vengono speranzose, a volte scettiche, dalle tante risposte e informazioni non ricevute.

Non so se c’è un nesso tra la vista dello spettacolo e la conversazione con la mia amica, ma il giorno dopo mi sono imposta di vedere il video su internet, non sono riuscita a seguire il discorso, capisco poco l’inglese, ma non c’era bisogno di capire le parole per comprendere la profonda solitudine, la sofferenza, la disperazione che urlavano le lacrime negli occhi della donna.

Non sono riuscita ad arrivare alla fine, non reggo la violenza in genere, soprattutto quella perpetrata ai danni di donne e bambini e bambine.

L’espressione del volto, le lacrime, la disperazione di quella donna mi hanno riportato indietro nel tempo, alla mia infanzia, al grido di aiuto, alle urla disperate e inascoltate di due mie vicine di casa, picchiate e maltrattate una da un marito alcolizzato, l’altra dal marito-padrone-folle violento.

Mi ricordo le urla della prima e i pianti dei suoi bambini, io ero li disperata perchè non riuscivo a fare niente. Pregavo mia madre di chiamare i carabinieri di intervenire in qualche modo ma lei mi rispondeva che sarebbe intervenuta volentieri ma purtroppo era meglio farsi i fatti propri, che i fratelli e I familiari sapevano, e poi anche i carabinieri ogni tanto venivano, lo facevano salire in macchina parlavano per un pò e se ne andavano, dopo un pò di tempo tutto come prima. Quando il marito usciva, lei dietro ai figli suggeriva “Papà torna presto, ti vogliamo bene.

La signora ogni tanto parlava con mia madre che le chiedeva del perchè continuasse a starci insieme e lei rispondeva che il marito era un angelo, era l’alcool che lo trasformava, e per questo educava i figli così. Io continuavo a non capire, impotente.
La seconda vicina era una simpatica signora piccolina di statura, con tanti figli, un marito amabile e cordiale con i vicini, con la moglie no, non ho mai capito perchè, ogni tanto sentivamo la signora piangere, inveire contro il marito, chiedere aiuto, capivamo che il marito l’aveva chiusa dentro un piccolo magazzino davanti casa.

Chiedevo a mia madre di intervenire ma anche lei provata dalla sua impotenza mi dava la stessa risposta “lei ha i figli, alcuni grandi, e non fanno nulla, o forse non possono, e poi non sappiamo quale reazione violenta può avere il marito anche contro di noi”. Mia madre mi consolava dicendo che presto l’avrebbe liberata che era ingiusto vedere soffrire e non poter intervenire ma che era meglio “farsi i fatti propri”.
Io ricordo la mia sofferenza la mia rabbia, la mia impotenza, volevo intervenire fare la mia parte, volevo andare dalle due signore e liberarle, parlare urlare ai mariti che non era giusto quel che facevano, confortare i bambini, portarli a casa mia toglierli da quell’inferno, porre fine a quelle ingiustizie, volevo fare la mia parte, e mi sentivo come quel bambino che mentre tutti scappano perchè arriva l’orco lui torna indietro armato di una piccola forchettina e quando gli chiedono dove sta andando lui dice “ io vado a sconfiggere l’orco”.

I volontari del Consultorio dei Diritti MIF
da sx: Federica Gennario, Vincenzo D’Amico
e Carmelina Vaccaro

La sera prima la mia amica mi aveva chiesto del perchè un servizio così importante e utile come quello che offriamo al consultorio MIF è assolutamente volontario e gratuito, non è la prima volta che mi/ci viene posta questa domanda, tra l’incredulo, il meravigliato e il compiaciuto. Non le ho risposto ma mi sono limitata ad indicare i ragazzi, i genitori e i volontari dell’associazione “non più soli”, “in effetti l’entusiasmo, la gioia, la dignità data ad ognuno di quei ragazzi è impagabile”, mi ha detto.

Un altro ricordo mi affiorava mentre parlavo con la mia amica, un episodio raccontatomi da uno dei fratelli di mio padre: anni ’30, anni di fame e di povertà. Mio zio stava davanti alla porta di casa con mio nonno, poteva avere 7/8 anni aveva avuto da mia nonna un pezzetto di pane forse con un pò di formaggio, si apprestava a mangiarlo. Li vicino un ragazzino lo guardava evidentemente con tanta fame e desideroso di quel pezzetto di pane. Mio nonno “dai il pane a quel bambino”, mio zio tenta una leggera protesta (allora si obbediva senza protestare) ma suo malgrado dà il pane al ragazzino che lo prende e subito lo mangia. Mio zio non poteva crederci, “mi veniva da piangere” diceva “non potevo tornare dalla nonna per un altro pezzo di pane, già io lo avevo avuto, erano tempi di fame quelli”, dopo che il bambino ebbe finito di mangiare, mio nonno rivolto a mio zio “ vai dalla mamma e ti fai dare un altro pò di pane”.

Questo episodio mi ha sempre emozionato mi ha fatto sempre riflettere sul valore della generosità senza aspettarsi niente in cambio, della gratuità come dono all’altro, senza se e senza ma, come dire fai bene e scordatelo!

Il volontariato senza compenso, l’impegno senza ritorno economico, il servizio gratuito non si fa per la gratificazione personale, nè per conquistare il posto in paradiso, nè per sentirsi dire “grazie” e “quanto siete bravi”, ma per reagire alle ingiustizie , per trovare soluzioni ai problemi, per fornire risposte concrete ad esigenze reali, per ascoltare domande che non hanno trovato risposte, per dare una speranza a chi sembra non averne, per dare voce a tutte quelle persone (di cui parla Sinead  O’ Connor) abbandonate, sole, disperate, e perchè gli ultimi siano non più soli.

Per creare buone prassi che potrebbero/diventare servizi.
Perchè è bello e riempie il cuore vedere spuntare il sorriso e la speranza negli occhi delle persone che si sentono accolte e ascoltate, comprese.
E così Con l’azione sinergica tra i vari professionisti che operano al MIF, trovano conforto e ascolto la signora stanca dei tanti problemi della sua vita che non riesce a trovare un posto gratuito dove rilassarsi, il signore che si sente preso in giro dai fratelli per l’eredità che va via con la determinazione di poterli affrontare e chiarire, il giovane signore immigrato che da 7 anni è in attesa del permesso di soggiorno che sente che la strada suggerita è quella percorribile con fiducia, o il genitore che si vede consigliato sul problema della minaccia che il tribunale gli sottragga i propri figli, che torna felice perchè probabilmente risolverà il problema, o ancora la signora che ha interrotto i cottatti con il professionista a cui deve saldare il conto perchè ritiene che il lavoro svolto non è consono alle aspettative che trova il coraggio di affrontare il problema con una rinnovata fiducia…..
Fiducia, ascolto, accoglienza, competenza.

L’azione senza compenso al MIF è la mia forchettina contro l’orco, è il fare la mia parte contro la violazione dei diritti delle persone, ed è anche la reazione alla rabbia data dall’impotenza, e impossibilità di intervenire, a quel “farsi i fatti propri” della mia infanzia.


Se stai vivendo, in famiglia, al lavoro, nella tua vita, momenti di solitudine, incomprensione o emarginazione ed hai bisogno di un supporto di base, contatta il CONSULTORIO DEI DIRITTI MIF, troverai un’equipe di professionisti che, gratuitamente, possono darti una mano. Prendi subito un appuntamento telefonicamente al 340 31 91 447 oppure compilando l’apposito FORM ONLINE…trovi tutto cliccando qui

CARMELINA VACCARO – Formatrice, Laurea in Pedagogia (UniPa), Master In “Lifelong Learning- teoria e prassi dell’educazione degli adulti” (UniRoma 3), specializzata in psicomotricità, Volontaria.

Attualmente operatore specializzato servizio Assistente alla comunicazione presso scuole dei  Comuni di Palermo e Bagheria. Ha lavorato per circa un trentennio in
centri di riabilitazione per minori disabili come psicomotricista. Da sempre interessata al sociale e alla formazione  ha fatto parte della cooperativa teatrale socio culturale “I Sicaliani” , e in seguito ha contribuito alla nascita dell’associazione Arciragazzi  Palermo, della quale è stata vicepresidente dal 1991 al 1997. Ha gestito corsi di formazione, nel territorio nazionale per Arci ed Arciragazzi, nelle scuole e per  vari enti pubblici e privati.
Ha collaborato  con l’assessorato politiche sociali, ufficio minori della Regione Campania nella gestione di corsi per la formazione di operatori del volontariato e  terzo
settore, inoltre ha contribuito come esperto coordinatore dei facilitatori, per la costituzione della “Prima  Consulta dei ragazzi e delle ragazze Campane”. 
Ha svolto volontariato nelle  realtà del disagio palermitano fino a coprire tutto l’arco dell’età evolutiva , dalle comunità 0-3 anni ( Ex IPAI, ) fino al IPM “Malaspina” di Palermo (14 -21 anni).

 

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